...Si sa che quando uno va nei centri riparazione quelli ti dicono sempre: "non ne vale la pena, lo compri nuovo..."
...Sderety era stufa di questa politica del non riparare e così decise di andare a cercare il Mago di OFF, un mago dell'elettronica che prometteva di ridar vita a qualsiasi elettrodomestico difettato. Così Sderety mise nella borsetta un suo piccolo, intimo elettrodomestico (al quale era molto affezionata) e si avviò alla volta del mago di OFF. Sapeva che avrebbe dovuto camminare molto e per questo indossò le sue scarpe più comode, basse e rosse.
Dopo qualche ricerca scoprì che per raggiungere il Mago di OFF era sufficiente seguire le luci bianche dei gradini e per l'emozione si mise a correre su questi gradini sperando di riportare presto in vita il suo piccolo, intimo elettrodomestico. Ma nella fretta Sderety cadde, cadde rovinosamente al suolo, dopo aver inciampato in un ROBOT da cucina semiarrugginito. "Bastardo! urlò istintivamente.
"Aggiungere cetrioli nell'impasto" disse lui.
"Ma sei scemo?" chiese lei.
"Si, ho la CPU centrale difettosa, sminuzzo quando devo affettare, impasto quando devo frullare.”.
"Ma allora devi venire con me! Devi venire dal mago di OFF!"
lui diede due frullate di pale, lei lo interpretò come un sì e lo prese tra le sue braccia.
Rallentata dal robot da cucina, vide in lontananza un bambino e pensò che avrebbe potuto esserle d'aiuto nel portare l'arrugginito elettrodomestico con la forza di mille braccia.
"Ciao bel bambino!"
"Io sono il bambino di AI, io non ho un CUORE...."
Sderety fortunatamente aveva visto quel film e così scagliò violentemente il robot sul cranio del bimbo colpendolo ripetutamente finché il bambino non le disse "Grazie, ora smetterò di vivere e non dovrò più vergognarmi di questo film".
...Il pubblico in sala esegue una standing ovation...
"Uff!" sbuffò Sderety, il bambino era massacrato, il robot effettivamente ormai inservibile...e così, abbandonati i due, si rimise a seguire le luci dei gradini fischiettando "mica sono madre Teresa di Calcutta!"sbottò.
Cammina cammina (sicura e fresca ma questa è un'altra storia intima), incontra un coltello elettrico
"Ti avessi incontrato prima! Ti avrei usato col bimbo di AI!"
"Io sono un coltello elettrico, ma ho paura di fare male al pane, mi manca il CORAGGIO, di tagliarlo portami dal mago di OFF!"
"No, non mi servi io mangio il tonno che si taglia col grissino, e poi i coltelli elettrici sono completamente inutile ora che ci sono i Miracle Blade III, la serie perfetta!"(Lo disse pensando maliziosa al baffo di chef Tony)
cammina cammina ed ecco che arriva al palazzo del mago di OFF e dopo essersi fatta strada tra mille elettrodomestici guasti arriva al cospetto del mago di OFF "caro mago di OFF mi puoi riparare il mio piccolo intimo elettrodomestico?"
"Farò di più Sderety, io ti riporterò nel Kansas!" disse il mago di OFF
"sei anche tour operator?" biascicò Sderety masticando la cicca
OFF la guardò e s’innamorò di lei e da quel giorno Sderety non ebbe più bisogno del suo piccolo, intimo elettrodomestico.
In uno dei miei viaggi mi sono trovato in un mondo assia diverso dal nostro, SPLITLAND.
Questo mondo e' abitato da entita' che risiedono in molteplici corpi, per l'esattezza ogni entita' ha 5 corpi, uno per ogni senso.
C'e' il corpo per l'olfatto, detto anche corpo nasale, e' un corpo caccoloso informe composto da migliaia di ghiandole che passa la sua giornata annusando l'aria alla ricerca dei più piacevoli odori.
Poi c'è il corpo tatto, una sfera di 1.5 / 2 metri di diametro che si modella attorno ad ogni cosa per sentirne le forme, la temperatura e la consistenza.
C'è anche il corpo d'occhio, un essere smilzo e guardingo con gli occhi anche sulle spalle, ti osserva con i suoi mille bulbi blu.
C'è il corpo d'udito, ha una forma ricercata composta da un trombone, un oboe, svariate trombe e un kazoo, attira i suoni e con le sue forme li amplifica, li purifica e li coccola, scappa spaventato dai tumori molesti, corre mansueto verso le dolci melodie.
Infine c'è il gusto, un lascivo umido essere costantemente irrorato di saliva capace di distingure i 100mila tipi di pepe e subito dopo apprezzare il delicato gusto della mousse di baci.
Le esperienze di questi 5 corpi sono condivise dall'entità e quindi gli abitanti di SPLITLAND godono di infinite combinazioni di sensazioni: una rosa sarà rossa per la vista ma il suo profumo sarà quello solo se lì vicino passa il corpo nasale.
Viste queste innumerevoli combinazioni non esistono associazioni intersensoriali costanti ma esistono percezioni multiple estemporane: quella che ora è una rosa al profumo di bistecca, al gusto di patata cruda, con la consistenza della gelatina e che emette il verso del tricheco domani sarà un'altra cosa.
mi metto la mano in tasca senza motivo, un foglio, un foglietto, lo spiego (a chi poi?) ed ecco una scritta apparire, ecco nelle mie mani uno dei temi del Blogrodeo, uno di quelli non estratti, un foglio che potrei tranquillamente vendere su eBay a cifre da capogiro ma io non lo faro' io voglio che tutti sappiano che uno dei temi avrebbe potuto essere
LETTERA A
svolgimento (con la gentile collabrazione di Tigro):
io me a rathuno ma nesshuno ha saluta me...io timhito e padron jorma fare profia...nemmeno lui ha salutha gollum...lui impeg-nato...no ha befuto no liquidito giallo noi...
per fare il 2.0 serve anche un ingrediente fondamentale e raro, il Labranca
il Labranca lo si riconosce dalle caratteristiche mutande Dolcie & Gabbana (invidiate dalla Ventura), e dalla naturale predisposizione nel far divertire pubblico e partecipanti, per catturare il Labaranca sembra sia necessario attirarlo nella trappola con una puntata di Music Farm.
Prendete tutti i componenti, buttateli alla rinfusa in un ambiente chiuso e alcolico e naturalmente si amalgameranno tra loro creando un composto omogeneo tendente al trenino.
il bimbo gironzola nel prato cercando le rane invisibili, ha letto sui libri del nonno che le rane invisibili differiscono da quelle visibili per la loro caratteristica invisibilita' e per il loro gracidare non udibile dall'orecchio umano.
Ha letto che per catturarle bisogna attirarle col cibo a loro gradito e allora ecco che il bimbo sparge sul prato delle metafore fresche precedentemente farcite con un anacoluto. Purtroppo il bimbo in realta' non sa leggere e questa storia se l'e' inventata e non sa che le rane invisibili sono ghiotte di bimbi analfabeti...
Il gufo chiacchierone incontra la margherita DO-RE-MI
Il gufo annoiato giunto su un bel prato strappa un petalo ad una margherita: un'innaspettato DO si ode nell'aria
incuriosito ne strappa un secondo e con pari intensità ecco nascere un RE
Inclinando la testa la guarda curioso, e in rapida successione: MI, FA, SOL, LA e la scala è quasi fatta, ora alla margherita manca solo un petalo e il gufo deve solo far quello, deve solo far nascere il SI ma e' comabattuto perchè sa che dopo di quello non ci saranno più petali ma decide di andare fino in fondo: SI, e mentre l’ultima nota risuona nell’aria ecco che la margherita riacquista tutti i suoi petali
Il gufo borbotta, sbatte le ali e ruota le sopracciglia (rigorosamente in verso orario) e con voraci movimenti si mette a sfogliare ancora la margherita redinota :DO-RE-MI-FA-SOL-LA-SI ed eccola, ancora bella come prima e pronta a cantare
Con volo trafelato e quantomeno approssimativo (perdendo non poche piume) il Gufo giunge al suo albero e richiama l'attenzione di tutto il bosco per raccontare della margherita DO-RE-MI (in qualità di scopritore si è concesso l'onore di battezzarla così)
Il topo (tra i presenti al gufalizio) torna a casa e alla moglie racconta:”sai oggi ho sentito un gufo parlare..”
La topina:” sei ancora ubriaco? “
“non sono ubriaco, esci e ascolata con le tue orecchi da topina”
la topina si infila gli stivali del gatto (le orecchie da topina le indossava già) e insieme vanno trovare il gufo chiacchierone, la topina ascolta con calma il suo racconto ma sancisce che di margherite così non ne possono esistere e quindi nulla la distoglie dal pensiero che il gufo e il topo abbiano bevuto un bicchiere di troppo " non può essere, la mia famiglia discende da generazioni di topi prataioli, ne so io di margherite e una margherita così non si è mai vista, voi due avete bevuto!
" Non rimane che portarla a cercare una margherita DO-RE-MI" suggerisce il Gufo al topo (offeso dalle accuse della topina) e, caricati i topi, vola verso il prato della margherita; fin da lontano si accorge che c'è qualcosa di nuovo, nel prato ci sono molte piccole luci che ballano, ora che sono vicini possono anche capire di cosa si tratta: c'è un'orchestra di lucciole che, guidate dal nano triangOLO, stanno suonando le margherite DO-RE-MI (ci sono anche delle formiche che ballano ma non le hanno notate, splat) "hai visto che non siamo ubriachi?" dice il topo alla topina con un misto di sollievo e ripicca?
"ho lasciato il grano sul fuoco!" risponde la topina (che mentre io l'ho scritto lei è già 6 metri in là verso casa nel tentativo di salvare il grano)
"non so se essere contento" dice il Gufo al ritmo dell'orchestra
"non so, noi non mangiamo mai grano...ma tu perchè ti chiami Gufo chiacchierone?"
Perchè mi piace inventare delle storie e raccontarle a tutti, come questa della margherita DO-RE-MI
io sa chiave rompe di sembra jorma...io no dire, chiave di padron jorma...noi dice chiave tutti rompe sembra jorma...io no fhuole cuesto fa...entra e romphe con parrhola magica...nnoooooooo...
Egregio Bimbo Jorma, il mio segretario mi ha segnalato la vostra iniziativa artistica denominata "il sogno della cucina". Ho trovato questa vostra iniziativa culturale di estremo interesse e mi pregio di sottoporvi alcune foto realizzate appositamente che mi ritraggono nella posa richiesta. Speranzosa di un vostro interessamento porgo i miei ossequi a lei e ad albertaccione.
l'aragosta dice al tacchino:"prima lei, prima le donne e i tacchini"
lo dice piegandosi in avanti con le chele che indicano la sala , il tacchino si scuote tutto "noooo, noooo, glu non posso, non voglio, prima glu tu, tu sei la star, glu glu, entra tu e io glu ti seguo, gia' e' cosi' deve essere cosi', glu".
"e non agitarti che ti balla tutto il gozzo! che schifo! guarda ora che tutto sta per finire te lo posso dire, non mi sei mai piaciuto" lo dice freddamente lo dice senza sentimento.
il tacchino trattiene le lacrime, nasconde il viso e poi con orgoglio ma con occhi umidi si rivolge all'aragosta:" e tu, Palinurus vulgaris, pensi che ad un tacchino possa piacere una aragosta? Una che credendo di essere simpatica mima le virgolette con le chele? Una che sostiene che da morta sara' esposta da Claudio? Glu!"
la situazione e' tesa, la sala li aspetta, l'aragosta lo gurda e..." e' un peccato che i dodo si siano estinti, con loro e senza di voi questo sarebbe un mondo migliore" senza attendere risposta entra trionfale nella sala, il pubblico e' in delirio ma non per lei, il pubblico in coro urla: " GAL-LI-NA-GAL-LI-NA-GAL-LI-NA"
se non e' talpa e' pulce (il perche' non c'e' ma se insistete lo trovo)
enrico68 e' un piccolo rivoluzionario e' il 68esimo di 68 fratelli, i fratelli Enrico!
nati da genitori poco fantasiosi i fratelli Enrico sono piccoli (ma non nani) e lavorano in un circo e amano gli animali (soprattutto i cani)
la casa degli Enrico:
enrico ha viaggiato tanto e ora ha deciso di parlare attraverso di noi, enrico e' la mente collettiva di Splinder, lasciatevi anche voi guidare da enrico 68!
La processione si snoda tra l'armadio all'ingresso e i vestiti abbandonati in camera, a volte mi concedo una sosta alla finestra del bagno cercando di indovinare il tempo delle prossime 12 ore
Ripeto il tragitto un numero variabile di volte, se prendo una camicia non trovo i pantaloni, se scelgo un pantalone decido di mettere una maglietta che non ci azzecca, e cosi' in boxer e con i capelli bagnati continuo a vagare senza pensare ai vestiti ma a tutt'altro o forse a niente, tutto questo mentre la colazione si raffredda
Ancora un giro, ecco, ora ho deciso, sono pronto ma so che non e' finita che mi aspetta ancora la prova piu' impegnativa, apro il primo cassetto, quello delle calze, i calzini spaiati escono dal cassetto come uno scherzo di carnevale, ognuno per conto suo nessuno trova il suo compagno, ne prendo una manciata li avvicino alla luce e aiutandomi col tatto cerco di abbinare i due blu piu' simili, ogni mattina io sfido le mie calze, a volte vincono loro, a volte vinco io