Nel mondo delle mosche ci si diverte a giocare a: “tocca la parola”. E’ un gioco molto pericoloso che va per la maggiore tra le mosche sballate in cerca del brivido.
Quando si trova un umano che legge il libro una mosca si avvicina e legge una parola. L’altra mosca deve appoggiarsi sulla parola scelta prima e fuggire prima che l’umano la schiacci.
BZZZZZZ
La parola è: cioccolata
BZZZZZZ
C’è?
Sì, certo, è sulla pagina di destra
BZZZZZZ
In alto?
BZZZZZZ
Non ti posso dire di più
VAI!
BZZZBZZBZZZBZZZZ STOMP!
Ihihih bzbzbz non c’era la cioccolata ihihih bzbzbz
Venne il giorno che le scimmie di Shibaza conquistarono la terra. Tutto era iniziato come un gioco e con un gioco stava per finire.
La prima scimmia incantò il mondo col suo pianoforte a coda, la seconda lo stregò con la sua coda a pianoforte, mentre la terza insegnò al mondo il gioco del domino delle ombre (su Shibaza, un gioco da bambini).
Il domino delle ombre aveva regole semplici e facilmente assimilabili, tutti presero a giocarci ma nessuno riusciva a smettere; in questo gioco chiunque poteva vincere, bastava una candela e qualche ombra ben posizionata. Gli uomini, attratti dalle enormi possibilità di vincita, persero il controllo, misero in gioco tutti i loro averi e le loro stesse vite. La ricchezza del mondo si ridistribuì, la bravura in questo gioco era la nuova e unica fonte di potere.
Le televisioni trasmettevano solo ed esclusivamente partite o speciali sull’argomento, l’umanità entrò in una sorta di limbo evolutivo, in un nuovo pacifico medioevo. In questo contesto la terza scimmia di Shibaza, portatrice del nuovo verbo, divenne il centro del mondo, accumulando fortune e potere conquistò la fama mondiale. In una partita di 47 minuti vinse la Microsoft, in 7 la casa Bianca, mentre ci vollero 2 giorni per vincere le caramelle ad un bambino. Alla conferenza stampa per il suo secondo libro “non si può giocare due volte la stessa partita” lanciò la sfida al mondo, mise in gioco tutte le sue fortune contro tutti gli esseri umani.
La terza scimmia di Shibaza vinse tutte le partite e conquistò il mondo.
Due anni dopo lo perse in una partita a sputo contro una plantigrade di Merrox.
Ieri ho avuto un'illuminazione, ho concepito la superficialita' delle consonanti. Ho iniziato ad aprire dei libri e a leggerne solo le vocali; cantilenando ritmicamente e senza punteggiatura percepivo mio padre come ioae, mia madre come iaae, ieri si e' aperto il meraviglioso mondo delle vocali.
Lo so, vi sembra stano, non siete ancora pronti. Provate a leggere questo post vocalmente e ad alta voce e inizierete a capire, a sentire il potere delle oai.
E' con lo yogurT nel cuore che vi trasmetto la mia decisone. Dopo anni di felice saprofismo, migliaia di pinocitosi e memorabili barzellette tattili sono giunto alla decisione di abbandonare il pianeta. Il mio futuro e' nelle miniere di smoffO, dove potro' completare il mio ciclo vitale, giocare a rialzO come professionista e forse, un giorno, vedere il grande campO. Rimarrete sempre con me, nel mio cuore esterno, ho codificato i vostri DNA e li ho riversati li', vicino alle mie piu' care cose.
Si allontana con passo deciso compiendo un'ellisse ricorsiva, la platea agita in piN, commossa.
Nota1: no, non mi sto prendendo una pausa dal blog. Nota2: su traskgbA le maiuscole coinvolgono l'ultima lettera e forse vanno lette al contrario.
Chi non dorme non piglia pesci (seguito di questo)
Il comandante trevisana e il tenente cicoria, a capo delle verdure, presenziano affiancati al vertice ittico-alimentare e, dopo aver ascoltato il belligerante discorso del grande salmone, si apprestano ad esprimere il pensiero vegetale. Il soldato ravanello porge le foglie al trevisana che, schiaritosi le foglie, inizia a parlare:
"gli uomini ci hanno allevato e moltiplicato, hanno costruito delle serre per proteggerci e alcuni di loro si basano esclusivamente su di noi per sopravvivere, noi non possiamo tradire gli umani”
muto mormorio di pesci
“pesci, se proprio volete uccidere gli umani, chiedete a quei rapaci degli erbivori di aiutarvi, e già tanto che io sia qui in presenza di quegli immondi ruminanti!"
Questa foto mostra Jo di Tonno imbracciato da un raro esemplare di pescatore occhialuto in bianco e nero. L’esemplare indossa i caratteristici stivali inguinali, simbolo del potere, un elegante dolcevita, per ripararsi dal freddo e dei curiosi copriocchi di colore scuro. Plauso al sacrificio di Jo di Tonno che ci ha permesso di inserire un’ulteriore tessera nel mosaico umano.
Queste righe non le ho scritte io ma le ho trovate in un piccolo lago nei pressi di Vicenza; queste righe sono evidentemente scritte da un pesce e dimostrano che gli esseri con branchie stanno ordendo un diabolico piano per eliminare l’umana specie e per regnare incontrastati sul pianeta. Consultando la rete (luogo odiato dai pesci) ho scoperto che altri ricercatori, come me, stanno collaborando per cercare di svelare i piani stragisti degli squamosi. Ad oggi la teoria più accreditata sostiene che i pesci siano volontariamente diventati cibo e volontariamente abbocchino al pescatore in maniera da carpirne la fiducia e da raggiungere tutte le tavole del mondo.
A segnale convenuto tutti i pesci, con un’azione kamikaze, assumeranno del veleno e si faranno pescare, portando alla morte milioni di umani. Il piano va a rilento perché hanno scoperto, attraverso spie che sono arrivate fino all’interno delle nostre case, nome in codice “pesce rosso”, che non tutti mangiano il pesce e quindi è necessaria la collaborazione con tutti gli animali da cibo.
In questo momento sembra sia in corso un vertice con le verdure e i bovini, i funghi non partecipano avendo adottato tecniche di guerriglia indipendenti di tipo terroristico mentre la frutta si rifiuta di partecipare ad un piano criminoso perché troppo dolce.
Qualsiasi sia l’esito di questo vertice l’unica soluzione è il digiuno, non mangiate fino a nuovo ordine.
Guardo in alto, sul soffitto, crepato da un chiodo fisso. Non sapendo come levarlo mi stimolo con deglli spillini sul braccio, cercando un' idea pungente.
A volte mi trovo a pescare nelle vicinanze del lago salato, pesco trote sottosale e le contorno di patate novelle. Le patate mi narrano la storia del pesce, da uovo fino all'illusione dell'esca (abboccamento incluso). Dopo il racconto libero il pesce novello ma, in assenza di salmi', lo doto di una confezione monodose di insalata russa.
Il cavalluccio marino (cugino dell'edicolante della mia panettiera) si reca dal pesce e offre vermi in cambio di confezioni monodose di insalata russa, la catena alimentare e' proprio una bella invenzione.
scritto senza motivo (non ho le cuffie) in 1 primo e 12 secondi (per la precisione un piatto di spaghetti, 5 bistecche, 5 frittate e 2 carpacci).
Ho un metodo infallibile, quando leggo o vedo qualcosa di interessante, me lo appunto su un biglietto. Di solito il biglietto finisce in un libro, in una rivista o in una tasca e viene sistematicamente dimenticato.