Io l'omino bianco non l'ho mai sopportato; vive in casa mia, da anni, sotto il lavandino del bagno. Passa il tempo a vantarsi della sua bella magliettina e mi sfotte per ogni patacca che provoco, si nutre sei miei errori, campa trai miei aloni. Ho deciso di reagire, di farla finita. Ho comprato 3 mastro lindo e li ho chiusi con lui per una settimana, oggi ho riaperto l'armadietto e ho trovato la sua scatola vuota, immacolata.
L'ipotenusa è una, bella e obliqua svetta nel triangolo congiungendo i cateti.
Si distingue, ben lontana dall retto, e si vanta costruendosi addosso un quadrato di dimensioni inarrivabili per uno qualsiasi dei due cateti.
Il cateto A e il cateto B, stufi di essere confusi e sottostimati decisero di fondare un complesso per farsi notare. Iniziarono suonando negli scantinati della geometria piana e in poco tempo raggiunsero un discreto successo. Presero a suonare in qualche locale tridimensionale e sotto effetto di droghe pesanti fecero anche una puntata nella quarta dimensione. Il duo, dopo aver inciso "cateti" e "i due lati del retto", decise di diventare un trio: a loro si unì un genio del jazz, un frattale; da quel giorno divennero "i cateti frattali".
L'ipotenusa si avventurò per una carriera da solista ma non ebbe mai il successò e finì per spezzarsi alcolizzata in una notte di Maggio. I due cateti, senza l'ipotenusa, collassarono in un unico segmento perdendo tutte le loro capacità musicale. Il frattale tornò alla sua musica introspettiva e le rette parallele non sono ancora arrivate all'infinito, dove, pochi lo sanno, si sono date appuntamento per un lunghissimo bacio.
I due iPod shuffle si incrociarono e sentirono che stavano suonando lo stesso brano, erano fatti l’uno per l’altra.
Nella mia casa c’è la stanza delle parole, contiene tutte le parole del mondo.
Alcune sono vecchie e ordinate come abbecedario comanda: c’è l’Abaco che, tronfio del suo ruolo da capoclasse, snobba le parole lontane come l’Uva o lo Zufolo. Questo Abaco, negli anni passati, ha cercato anche di dividere l’alfabeto creando la lega A-L.
La lega A-L è fallita quando le altre lettere si sono rese conto avevano le Donne ma che Sesso e Rock &Roll erano rimasti nell’alfabeto del Sud.
Altre parole sono nuove e giovani e tendono a muoversi, storpiarsi e mischiarsi con altre parole.
In altre parole qui le parole nascono e muoiono, puoi sentire i vagiti dei neologismi e i borbottii delle desuete.
Ci sono molte storie, come la storia delle cigliege che per dimagrire divennero ciliegie.
Ci sono parole nuove mai pronunciate, nate per errore su una tastiera ma mai veramente nate perché mai riutilizzate. Le parole mai nate sono tristi, nate per un incidente in costante attesa che qualcuno le noti, le pronunci, le dia vita. Sono invidiose delle uova che stanno bene col bue, in camicia o al tegamino. Sono nate piene di speranza ma giorno dopo giorno sempre più consapevoli che non verranno mai sussurrate, urlate o semplicemente scritte.
Io ogni tanto entro nella stanza delle parole e le leggo per non farle sentire sole: ghirut, manfrt, sengu, coiaì,…