Il salmone del dubbio di Douglas Adams Questo post è merito di Séverine, se fossi il poeta ne parlerei così
Il libro narra la storia di una singolare razza di salmone che vive nelle zone nordiche dell’Alaska e ha la peculiarità di non possedere né il senso del tatto né quello della vista. Lampak, il protagonista della nostra storia, è un giovane esemplare di salmone del dubbio. Il nostro piccolo eroe conduce una vita estremamente difficile a causa della sua razza, poiché, mentre tutti gli altri salmoni percepiscono la corrente e di conseguenza conoscono la loro direzione, lui non ha percezione dell’acqua che scorre e quindi nuota senza comprendere il suo verso. La natura ha deciso di compensarlo con un udito acutissimo, completamente inutile, visto il noto mutismo dei pesci. In principio, Lampak nuota imperturbabile, mosso da un istinto naturale, ma, nel corso della storia, cresce in lui l’inquietudine dovuta alla sua ricorrente domanda “Dove andiamo?”. Lampak, inizialmente spensierato, si ritrova pian piano a riflettere su ogni singola pinnata, vivendo in costante dubbio, inconsapevole della sua reale direzione “…mi starò avvicinando o allontanando dalla meta?”. Non di rado si scontra con altri pesci e, dopo ogni impatto, si chiede se quello incidentato fosse un salmone o altro “…se fosse stato un salmone io dovrei tornare indietro, ma se al contrario quello fosse stato un pesce diverso, allora starei seguendo la giusta direzione…”. L’autore ci porta nelle fredde acque dell’Alaska, ci immerge nella turbinosa vita di un pesce cieco giungendo, alla fine del libro, a risolvere l’esistenziale questione sulla nostra meta, in un memorabile dialogo con un pesce saggio: Lampak: ”Sono arrivato? Ho nuotato contro corrente per tutta la mia vita, o sono finito miseramente a valle?” pesce saggio: ” Tu non sei un salmone.” La storia di Lampak si chiude così. Un finale aperto che non ci svela se egli è davvero giunto a valle o a monte, ma che ci rende consapevoli di una vita trascorsa nei tormenti del dubbio, delle domande sbagliate, le stesse domande che tutti noi, quotidianamente, ci inventiamo per complicarci la vita.