Si dorme bene col piumino in Agosto, è fresco e morbido, per i primi 2 minuti si dorme bene, ma poi viene il caldo, il sudore, si diventa appiccicosi, si sta, come mosche su carta moschicida. Come uomo su carta omicida, come pensiero su carta copiativa, come... Lascio sindoni di me, sudo colorato e mi diverto a spiaccicarmi nudo sul muro per poi allontanarmi e vedere che sagoma ho, tipo i buchi nei muri che fanno i cartoni animati quando scappano, e dopo essermi schiantato vedo gli uccellini, come i cartoni animati, peccato che questi uccellini abbiano fatto un nido nella mia testa. Ospito nella calotta cranica 2 esemplari di cogitans ergo volant, due bellissimi e fastidiosissimi esemplari. Stanno completando il nido con i miei pensiei inespressi, li raccolgono e li intrecciano e, non essendoci più spazio, hanno deciso di allargarsi, si allargano e con loro la mia testa. Ora ho un cranio da 4 metri cubi, dovrò pagarne l'ICI, ho una testa monolocale, abitabile, uso foresteria. Che poi io da piccolo pensavo che l'uso foresteria fossero degli appartamenti per boscaioli e mi immaginavo dei tavoli in tronchi di sequoia e delle lampade di Pino. Ho sempre avuto troppa immaginazione, una volta mi hanno fermato per eccesso di fantasia, unaltra volta, in fantasioso sorpasso a destra, mi sono trovato a doppiare me stesso. Non è facile vivere con questa testa, richiede un certo impegno, essere alla propria altezza non è cosa da tutti ma io non ci provo neppure, perché preferisco armarmi di uno schiaccia-pensieri e andare a caccia nella mia testa di tutto quello che è di colori non esistenti. Lo caccio e ne appendo la testa ad una parete, e finalmente solo posso dormire, si dorme bene, al momento niente zanzare, forse, solo, dovrei togliere il piumino, con questo caldo non mi fa bene...
Una volta conoscevo un fiore treno per sesto 8 min
Non sapevo il suo nome, sentivo solo che era profumato e lo immaginavo colorato deliziosamente come un raffinato acquerello. Lo immaginavo perché in realtà non lo conoscevo, avevo solo sentito parlare di lui e avevo avvertito il suo stuzzicante polline in un paio di occasioni. Un giorno l'ho conosciuto, ho passato la giornata tra i suoi petali e la notte ai piedi dello stelo. Il giorno dopo è appassito ma io ho portato il suo polline in tutti i campi verdi. Non ho mai saputo il suo nome ma non potrò mai scordare il suo profumo. Ape
Il sasso, che di certo non ha il cuore di pietra, si pentì profondamente di aver ucciso Bibì e quindi decise di rimediare al misfatto: decise che l'omicidio era solo il frutto della sua fantasia.
Forse non lo sapete ma tutti abbiamo dei frutti della nostra fantasia, quelli del sasso crescono sull'albero dei frutti della fantasia del sasso, nel giardino dei sassi.
Lì, nella notte successiva all'omicidio, il sasso prese il Bibicidio e lo appese all'albero dei frutti della sua fantasia.
Bibì torno a non parlare con Bibò, ma questo è solo il frutto della mia fantasia.
Quando Bibì parlava, Bibò sapeva esattamente cosa avrebbe detto. Quando Bibò parlava, Bibì sapeva esattamente cosa avrebbe detto.
I due smisero di parlare ma iniziarono a giocare ossessivamente a carta sasso forbice. Bibì sapeva solo della carta, mentre Bibò, alternando sapientemente le forbici alle forbici, lo batteva costantemente. Bibì, frustrato, lo uccise con un sasso.